Viral-marketing al servizio del cinema

Siamo a New York, dei ragazzi danno una festa, all’improvviso un terremoto. Gli invitati sono spaventati, scendono in strada. La testa della statua della Libertà si schianta tra la folla che scappa.

E’ in arrivo una strana e misteriosa creatura. E’ un tipico filmato amatoriale. Urla, commenti, immagini poco chiare.

E’ il trailer de Cloverfield, il nuovo film di J.J. Abrams. La particolarità è che gira on-line insieme ad altri video simili.

L’ideatore di Lost e Alias ha prodotto un film a basso costo, con telecamera a mano, attori sconosciti su un probabile mostro biblico che devasta New York, e ha deciso di affidare la campagna promozionale al marketing virale, lanciando sul web video (finto amatoriale) e un sito internet 1-18-08 (data di uscita del film), dove è possibile visionare foto sull’inquietante vicenda.

Così come per “The blair witch project” la campagna fa leva sulla curiosità e voyeurismo dell’utente internet, che spia il sito e cerca notizie, ma soprattutto sulla sua bontà che lo porta a condividere ciò che sa e ciò che ha, creando così un passa parola capace di veicolare l’uscita del film nelle sale.

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