La legge che precipita la rete nel medioevo

La legge che precipita la rete nel medioevo

Titolo forte per una condotta parossistica da parte di un governo assai insensibile e approssimativo. In breve secondo il disegno di legge Levi-Prodi ogni soggetto che pubblica in qualsiasi modo qualsiasi forma di informazione su internet è da considerarsi un operatore di comunicazione e pertanto deve registrarsi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione), pagando una tassa annuale non certo sostenibile e motivabile per tutti.
Il risultato che possiamo prevedere è che anche il ragazzino quindicenne che mantiene un blog con le foto delle sue vacanze al mare debba essere considerato un content-provider. La cosa fa ridere sguaiatamente ma andando a consultare il dettaglio del ddl la sostanza è questa.
Nata per contrastare il fenomeno della diffamazione on-line, questa legge sembra voler tagliare la testa anche a chi ha scopi meno bellicosi e più personali.
Prevedibilmente le repliche al passaggio del disegno di legge sono state immediate.

Il noto magazine Punto Informatico prende posizione sottolineando l’atteggiamento grossolano di questo governo e prevedendo una pronta riscrittura della legge per evitare un linciaccio da parte dell’opinione pubblica.

Il curatore del sito Civile.it dedica al caso una cronaca gelida e amareggiata.

Il mio parere è che, aldilà del prendere posizioni più o meno accese su questo fatto, sia il caso di divulgare la notizia il più possibile in quanto il governo sembra aver attuato uno dei tanti silenziosi colpi di coda volti ad avvantaggiare il mondo politico ad ogni costo, questa volta anche a costo di menomare la libertà di espressione dell’individuo. Il che ovviamente trascende il discorso di Internet ma sconfina nelle libertà individuali che secondo lo stato dovrebbero essere concesse solo a chi può permettersi di pagare una tassa sull’editoria.
E’ un atteggiamento decisamente antidemocratico e sicuramente nemico dello sviluppo di Internet in Italia. Se potete parlatene in giro.

Il disegno di legge

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