Vint Cerf ammette le sue ‘colpe’

Uno dei padri di Internet fa ‘autocritica’ e sostiene che oggi viviamo gli anni più significativi della sua evoluzione

Ip v 6
Ip v 6

Nei prossimi due anni internet otterrà il supporto per IPv6, un domain name system (DNS)più sicuro e caratteri internazionali. La previsione è di Vint Cerf, vice president e chief Internet evangelist di Google e considerato uno dei padri della Rete. “Questo e il prossimo anno sono probabilmente gli anni più significativi per l’evoluzione di internet che io mi ricordi”, ha dichiarato Cerf, in occasione della conferenza Internetdagarna (The Internet Days) di Stoccolma.

La sfida maggiore è il passaggio a IPv6, che darà a internet uno spazio di indirizzamento molto più grande e assicurerà una futura crescita. La stima attuale è che il numero di indirizzi internet IPv4 che può essere allocato si esaurirà intorno alla metà del 2010, ha aggiunto Cerf: “Sta lentamente entrando nella rete, ma finora le persone non hanno percepito una grande pressione per la sua implementazione”. Tuttavia la scadenza si sta facendo più vicina, e si fa più chiaro per molti che è tempo di iniziare l’implementazione di IPv6 in parallelo con IPv4, ha sottolineato Cerf.

Oltre allo spazio di indirizzamento su 128 bit, IPv6 ha anche altri benefici. “Uno di essi è che se l’altra estremità dichiara di dover passare alla modalità cifrata si dovrebbe essere già conformi ad essa, cosa invece opzionale in IPv4”, ha continuato Cerf. Esistono comunque ancora alcuni problemi: ad esempio gli strumenti di gestione della rete non sono maturi quanto quelli per IPv4, ha aggiunto Cerf, che sostiene come l’attuale penuria di indirizzi, e lo spazio di indirizzamento in 32 bit di IPV4, siano colpa sua. “La mia unica difesa è che la decisione è stata presa nel 1977 e a quel tempo non era certo che internet avrebbe funzionato”, ha detto Cerf, aggiungendo che uno spazio di indirizzamento in 128 bit allora sembrava eccessivo.

Tuttavia IPv6 non è l’unico progetto che manterrà occupato il settore. L’implementazione di una sicurezza del domain name system usando DNSSEC (Domain Name System Security Extensions) è anch’essa prevista. “Qui l’idea è di migliorare il livello di certezza che quando si fa un hookup di un nome a dominio si ottenga  indietro effettivamente l’indirizzo IP che si pensava, anziché qualcosa di modificato da un hacker”, ha detto Cerf. Se è previsto (almeno nei piani) che DNSSEC migliori la sicurezza di internet, l’aggiunta di nomi a dominio internazionalizzati (ossia il supporto per set di caratteri non latini) dovrebbe renderla un luogo maggiormente globale. Lingue come arabo, cirillico, ebraico, cinese, giapponese, coreano e così via, diverranno tutte parte del vocabolario dei DNS, sostiene Cerf: “Si tratta di un grande cambiamento, poiché negli ultimi 30 anni l’unica cosa che si potrebbe usare erano i caratteri latini, e solo le lettere tra A e Z, le cifre da 0 a 9 e un trattino”.

Ma c’è comunque ancora parecchio da fare per rendere internet più utile di quanto sia oggi. Si pensi alla trasmissione e supporto per il multihoming, che può rendere conveniente per gli utenti avere più di un ISP, sono due aree dove c’è spazio per migliorare: “Quindi abbiamo molto potenziale, nuovi design da aggiungere a internet per renderla più funzionale ed efficiente rispetto ad oggi”, ha concluso Cerf.

da IDG News Service ®
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