Enterprise 2.0 e Crossmedialità. L’esempio di Parmigiano Reggiano

Per approfondire il concetto di Enterprise 2.0 parliamo dell’iniziativa crossmediale di Parmigiano Reggiano.
Che significa Cross mediale? Comunicare incrociando le informazioni su più mezzi di comunicazione. Uno mezzo completa l’altro.
Il concetto di Enterprise 2.0 si riferisce, invece, all’azienda che si confronta con il web, facendo propri gli strumenti del web 2.0.
Detto questo, cosa fa Parmigiano Reggiano?

Parmigiano Reggiano annuncia in radio che sul proprio sito web è disponibile per tutti gli utenti una guida nutrizionale.
A questo link, sono pubblicati dossier nel quale Istituti di Ricerca, quindi fonti altamente autorevoli, accertano l’alto valore nutrizionale di questo alimento. Perché il Parmigiano Reggiano non è solo buono!
Abbiamo deciso di parlare di questa promozione pubblicitaria perché è un esempio molto semplice di Crossmedialità e di Enterprise 2.0.

(Crossmedialità: radio e web) Per promuovere il web si è usciti dal web, comunicando off-line, per convertire gli ascoltatori passivi della radio in utenti attivi sul web, perché?

(mentalità Enterprise 2.0) Perché, punto primo, il web è monitorabile. Non si può sapere quante persone ascoltano la radio, ma puoi contare, uno per uno, tutti gli utenti che visitano la pagina web, e quanti, di questi, sono interessati alla guida nutrizionale.Secondo punto, si è dato al consumatore un valore aggiunto sia umano che concreto. Umano, perché non l’hai trattato da consumatore che compra cibo, ma da persona che ha bisogno di nutrirsi sano. Concreto, perché gli hai fornito contenuti utili, e certificati, sui quali informarsi.

In conclusione: con l’Enterprise 2.0 il consumatore passivo diventa utente attivo e l’azienda è capace di soddisfare i suoi nuovi bisogni. Crea, quindi, un rapporto esclusivo e di fiducia con lui.

# 3 thoughts on “Enterprise 2.0 e Crossmedialità. L’esempio di Parmigiano Reggiano

  • 4 giugno, 2009 at 1:04 pm
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    Ciao Davide,
    il 3 giugno hai lasciato un commento parlando di strumenti di engagement. Molto pertinente
    Purtroppo è stato erroneamente cancellato. Ci scusiamo e ti invitiamo a riscrivere le tue riflessioni.
    Lo staff.

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  • 4 giugno, 2009 at 4:35 pm
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    Ciao Francesca… ah che sfortuna… vediamo se mi ricordo… ah si, in tema di engagement mi ha stupito il fatto di come andando sulle pagine del sito Parmigiano Reggiano dove si può scaricare il dossier, l’azienda non abbia pensato a nessun modo di ingaggiare il propro potenziale o già esistente consumatore. Non dico un form aggressivo dove lasciare i dati per scaricare i pdf ma l’opportunità di iniziare un percorso nel web parmigiano reggiano o una qualsiasi forma di interattività. Direi che testimonia quanto ancora sia difficile (sebbene tecnicamente semplice ed economicamente pari a zero) legare i diversi canali e farli viaggiare insieme.

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  • 4 giugno, 2009 at 4:53 pm
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    Ciao Davide,
    grazie per la disponibilità. 🙂

    Anche noi pensiamo che l’idea avuta dal Parmigiano Reggiano è buona ma forse potevano sfruttarla meglio. Dall’home page del sito non si capisce dove sia la guida nutrizionale. Si trova infatti sotto “area Tecnica”. Se la promozione si basa sui dossier dei valori nutrizionali, è bene che questi siano immediatamente in evidenza già dall’home page. Soprattutto perché l’utente che ascolta la radio difficilmente può ricordare l’URL esatta e digiterà, sul motore di ricerca, parole chiave tipo: parmigiano, reggiano, guida, valori, nutrizionali e simili. Se a queste parole non corrisponde un buon posizionamento della pagina con i dossier nutrizionali, la maggior parte degli utenti, soprattutto quelli meno esperti, verranno persi. Peggio, saranno risentiti per le “false” informazioni ricevute.

    Ho anche riflettuto sul tipo di linguaggio usato. I Dossier sono scientifici e questo conferisce autorevolezza, ok. Però un’anteprima grafica più user friendly e una anteprima descrittiva dal linguaggio semplificato avrebbero potuto dare all’utente un accoglienza più confortevole e quindi invogliarlo a proseguire.

    Sull’uso di strumenti di engagement… hai perfettamente ragione. Perché non coinvolgere, con azioni mirate, l’utente?

    Continua a scriverci, Davide, le tue riflessioni sono molto interessanti.

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