Questione di autenticità: donna è bello

“Quel che stavo dicendo è che costa molto essere autentiche, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie, perché una è più autentica quanto più assomiglia all’idea che si è fatta di sé stessa.”

Tutto su mia madre

È Agrado che parla, una donna nata uomo che si sente, e riesce ad essere, straordinariamente donna. Qui per ascoltare l’intero suo monologo (2′ 21″), tratto dal film “Tutto su mia madre”.

Allo stesso modo, e chi lavora in pubblicità lo sa, una comunicazione è più autentica quanto più assomiglia all’idea che l’azienda si è fatta di sé stessa.

Le aziende, come le persone, non sono tutte uguali, anche quando commercializzano lo stesso prodotto. Per questo ci vuole molta sensibilità per intuirne la personalità, il linguaggio e lo stile. E ci vuole altrettanta sensibilità e maestria per tradurre, senza tradire, questa autenticità scovata in comunicazione promozionale adatta al target di riferimento.

Sarà forse un caso che i nostri punti di riferimento siano donne (con le dovute eccezioni maschili che confermano la regola)? Chissà? Noi le consultiamo tutti i giorni, ma oggi, in prossimità dell’8 marzo, le vogliamo omaggiare e quindi le citiamo:

Sulla scrittura: Luisa Carrada, studiosa delle parole.
Sui significati: Giovanna Cosenza, semiologa.
Sulla creatività: Anna Maria Testa, pubblicitaria.
(Le definizioni a lato dei nomi sono riduttive, ma aiutano a farsi un’idea nel caso non le conosceste ancora.)

Per Norz, Donna è bello!

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