Summit Italiano di Architettura dell’Informazione – i miei appunti

Si è svolto a Forlì, 20 e 21 febbraio, il Terzo Summit Italiano di Architettura dell’Informazione. Norz è andato a dare un’occhiata, partecipando, da spettatore, alla giornata del sabato. Ecco i suoi appunti: il web non è mai stato così concreto.

Venerdì. Alla televisione danno Sanremo. Su Radio2 la Gialappa’s commenta il festival. Una ragazzina dagli occhiali grandi vince tra i Giovani.  Il web l’aveva già “premiata” il giorno prima, ovunque si “parlava” di lei. Norz è in viaggio per Forlì.

Sabato mattina Norz è al Summit dell’Architettura dell’informazione. Detto in altre parole, Norz è al summit di “come migliorare la vita della gente rendendo la quotidianità meno complessa”.

Il punto focale del Summit è come predisporre le informazioni per renderle a portata di mano.

  • Dichiarare subito: Cosa e Come
  • Evidenziarlo a livello visivo
  • Dirlo con il linguaggio di tutti i giorni
  • Mantenere continuità grafica nei diversi canali di comunicazione usati.

Innanzitutto, le informazioni devono essere reperibili. Dove sono? Qui! E il “qui” deve essere evidente. Secondo, devono essere chiare: spiegare in poche battute “a cosa serve” e “come funziona”. Meglio se, a spiegarlo, sono semplici disegni.

Durante il Summit, professionisti di diversi settori illustrano come, seguendo tali principi, hanno semplificato la vita all’utente, dal fare la spesa, all’usare un servizio on-line, al frequentare un’università ecc…
Vi riportiamo alcuni, piccoli, esempi, tratti dagli interventi.

Esempio 1. Fare la spesa. Alla Coop si lascia al cliente un dispositivo che legge il codice a barre dei prodotti. Mentre fai la spesa, fai anche il conto. La tecnologia, se tradotta in un’interfaccia semplice da usare, aiuta la casalinga, il pensionato, lo studente ecc…  in una pratica giornaliera.
Altri supermercati si stanno organizzando progettando pagine web nelle quali si prende visione dei prodotti. Si scelgono. Si pagano. Si passa al supermercato solo per ritirare la spesa. Il cliente risparmia del tempo. E il tempo, oggi, è un bene prezioso.
Ma attenzione! funziona solo se il servizio è facile da usare. (Da, “Scusi dove sono gli anacardi?” di Maria Cristina Lavazza)

Esempio 2. Interfacce deformate (proposta in via di sviluppo).
Spesso l’utente che usufruisce di un servizio on-line ha anche la possibilità di personalizzare l’interfaccia. Ora si discute sul fare un passo in avanti: è l’interfaccia che si “deforma” in base all’utente. Se, per esempio, sei un’utente che ricorre spesso al tasto “help”, la tua interfaccia avrà il tasto “help” più grande, più in evidenza rispetto agli altri. Se vivi a Venezia, riceverai info sui ristoranti di Venezia e non di Milano.
Il progetto è ambizioso e affascinante, ma con aspetti da valutare: A- nessuno vuole che una macchina gli dica quello che deve fare; B- occorre scendere a compromessi con la privacy, cedere dati personali per un servizio più comodo. (Da, “Strutture di interfacce adattive” di Luca Mascaro)

Esempio 3. Muoversi con disinvoltura nelle università (o in un qualsiasi luogo pubblico, ospedale, istituto ecc…). La proposta è quella di uniformare lo “stile” delle informazioni: sito web, brochure, insegne stradali, targhe ecc. Dovrebbero mantenere lo stesso colore, font, icone. In questo modo lo studente le riconosce subito. Che sia per strada, o per i corridoi, o stia navigando il sito non dovrà ricominciare da capo nel decodificare le informazioni perché saranno disposte tutte nella stessa maniera. (Da “Tra spazio fisico e digitale” di Annalisa Falcinelli)

Riportiamo una frase emblematica della Lavazza: “Fin ora abbiamo progettano case. Ora dobbiamo progettare luoghi che le mettano in connessione.”.

Conclusione: la tecnologia, e soprattutto il web, è un mezzo che semplifica la vita quotidiana: da pagare una bolletta, conoscere l’orario di ricevimento del professore, trovare sulla cartina dove si trova il dipartimento, trovare un ristorante, guadare l’orario del treno ecc… Il web non è mai stato così concreto, perché connette te alla vita reale. Perché la vita reale usa il web per metterti le informazioni a portata di mano.

Le altre foto del Summit sono su Facebook.

# 2 thoughts on “Summit Italiano di Architettura dell’Informazione – i miei appunti

  • 25 febbraio, 2009 at 8:04 pm
    Permalink

    Anch’io c’ero! Ottimo coffee break 🙂
    Bello ci torno anche l’anno prossimo

    Reply
  • 26 febbraio, 2009 at 12:21 pm
    Permalink

    Io ne ho approfittato anche per vedere la mostra su Canova. Ottima accoppiata!

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.