Scrivere per il web e farsi capire [2 di 2]. La Leggibilità.

Se scrivi è perché hai qualcosa da dire.
Dillo in maniera leggibile e, uno, ti leggeranno; due, renderai il lettore felice.
La Leggibilità è la seconda parte di “Scrivere per il web e farsi capire”. Per approfondire vai alla prima parte “la Grafica”.

web writer

Perché dovrebbero leggere quello che scrivi?

In genere si scrive quando si ha qualcosa da dire.
Ma ti sei mai chiesto se quello che hai da dire può interessare qualcuno?
Ricordati che non stai facendo letteratura ma comunicazione.
Non devi dimostrare di essere un eccellente scrittore. Semplicemente stai scrivendo perché hai bisogno di comunicare con il tuo utente/cliente.
Qual è la tua priorità? Vincere un premio letterario per le tue doti di narratore o arrivare dritto e secco al tuo utente/cliente?

Scrivi semplice e Comunicherai meglio.

Soggetto + verbo + complemento. Punto.
Questa è la formula più elementare e più chiara. Frasi brevi che esprimono un concetto alla volta. Danno il tempo al lettore di apprendere e al cervello di respirare. Di capire senza fatica. Un passetto alla volta.
E’ meglio evitare frasi con molte subordinate, gerundi, verbi al passivo e periodi contorti.
E’ consigliabile concatenare pensieri in più frasi principali.

La brevità aiuta la comprensione.

Frasi brevi sono più comprensibili.
Parole con meno sillabe sono più leggibili di quelle con più sillabe.
Ricordati di queste semplici regole anche quando componi un titolo.
La brevità non è solo una questione di spazio, ma anche di leggibilità.

Indice di Leggibilità. L’Indice Gulpease.

L’indice Gulpease è una formula che, in base al numero di frasi, parole e lettere, calcola la leggibilità di un testo. Ovvero indica il grado di istruzione necessario per comprendere appieno quanto scritto.
L’indice Gulpease è forse il più usato ma ne esistono altri. Non è la legge, ma è interessante testare i nostri scritti per avere un metro di paragone e correggere il tiro.
Clicca qui se vuoi “misurare” la leggibilità del tuo testo.
La scala di leggibilità va da 0 a 100.
0 = non è leggibile, 100 = è leggibile.

Più precisamente:
80 – 100 > leggibile con licenza elementare
60 – 80 > leggibile con licenza media
40 – 60 > leggibile con licenza superiore
0 – 40 > di difficile comprensione.

Il vocabolario di base della lingua italiana

Tullio De Mauro, linguista, ha racchiuso in un dizionario le parole di uso più frequente. Ne sono circa 7000. Per intenderci: lo Zingarelli 2013 conta 143 000 voci. La lingua italiana offre un vasto ventaglio terminologico, ma il nostro linguaggio corrente sfrutta solo una minima parte dei lessemi che la lingua italiana mette a disposizione.
Per farsi capire occorrerebbe rifarsi a questo ristretto vocabolario. Questo non significa rinunciare alle parole, ai loro significati e sfumature. I significati sono importanti e per esprimerli adeguatamente vanno scelte e selezionate le parole giuste. Se le parole selezionate rimangono fuori dalla portata dei più, semplicemente le si spiegano.
Anche i concetti più complessi possono essere compresi. Non serve semplificarli rischiando di banalizzarli o impoverirli. Basta spiegarli con semplicità.

Ordina i concetti per punti.

Struttura il discorso in più punti. Così non rischi di ripeterti e creare confusione nel lettore.
Ogni punto è come un micro contenuto.
Separa ogni micro contenuto dall’altro con degli spazi e un titoletto (ritmo visivo). Dando un titolo ad ogni capoverso non solo fornisci un “riassunto” al lettore ma hai anche la possibilità di rafforzare le keyword.
In questo modo, inoltre, il lettore ha chiaro il percorso logico del discorso. Non è costretto a leggere tutto per conoscere il contenuto intero dell’articolo e può saltare da un punto all’altro secondo le sue curiosità e priorità. Un utente gratificato è un utente felice. Un utente felice è un utente che tornerà più volentieri sulla tua pagina web.

Il contesto del testo.

Prima di scrivere tieni conto di dove verrà pubblicato il tuo articolo. Se lo spazio di destinazione è uno spazio caotico ricco di altri contenuti o se è uno spazio più “silenzioso”.
Pubblichi il testo nel tuo blog?
Pubblichi il testo in un sito ricco di altri contenuti?
Pubblichi il tuo post su FB?

C’è concorrenza? Attira l’attenzione del lettore!

Devi tener contro della concorrenza, del chiasso della pagina web, dello spazio visivo che ti viene concesso.
A seconda del “luogo” di pubblicazione cambia anche la propensione del lettore / utente alla lettura.
Se viene a casa tua, per esempio entra nel tuo blog, è molto probabile che voglia leggere i tuoi contenuti.
Se è “a passeggio” in un luogo pubblico, per esempio in un sito aggregatore di contenuti, allora sarai costretto a fare uno sforzo in più per essere notato e scelto. Ecco che allora giocheranno un ruolo molto importante l’immagine, il titolo e le prime righe dell’articolo.

Leggere e Rileggere.

Prima di pubblicare, leggi molte volte l’articolo per correggere eventuali errori di battitura o refusi.
Per scrivere comprensibile è consigliabile leggere molto, sia testi semplici che testi complessi.
I testi semplici ci forniscono spunti per scrivere leggibile.
I testi complessi tengono il nostro cervello e il nostro vocabolario in allenamento.

Per completare l’argomento leggi: Scrivere e farsi capire [1 di 2]. La Grafica.

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