La Comunicazione “tradizionale”

www.norzwebmarketing.com
La Comunicazione “tradizionale”

Lo scalpello di Michelangelo – puntata n.5

Vuoi leggere la puntata precedente? Clicca sull’icona in alto a sinistra, quella con il mondo e lo scalpello.
Quella che state per leggere è la puntata n.5 : “La Comunicazione tradizionale“.

La Comunicazione “tradizionale”

Fanno parte della comunicazione tradizionale: volantini, manifesti, brochure, dépliant, bigliettini da visita, cataloghi cartacei, spot radiofonici e televisivi.
L’elenco non è completo ma serve per introdurre la caratteristica principale della comunicazione tradizionale: un messaggio, benché pensato per un determinato target, si rivolge ad un’utenza generalizzata.

Posso creare un volantino per bambini, e distribuirlo fuori dalle scuole immaginando che vari bambini lo leggeranno, ma esattamente non conoscerò mai il destino della comunicazione. Non saprò quali e quanti bambini lo vedranno e che effetto avrà su di loro. Molti dei volantini, poi, andranno persi, buttati. Finiranno tra le mani degli adulti i quali non interessati li getteranno a terra. Ma ognuno di quei volantini, noi, l’abbiamo pagato.

La stessa cosa accade per uno spot televisivo. Verrà sicuramente trasmesso in una fascia oraria precisa. Per esempio se devo vendere un dopobarba da uomo, pagherò per mandarlo in onda durante una partita di calcio. Ci saranno molti uomini a guardarlo, ma quanti gli presteranno attenzione? Troppo pochi, rispetto a quello che lo spot ci è costato.

Ma attenzione, anche un banner pubblicato sul web si comporta come un mezzo tradizionale. L’ottica con cui viene concepito è la stessa: viene inserito in un posto visitato dall’utenza adatta al prodotto in vendita e si spera che la comunicazione abbia l’effetto desiderato. Fra tutti gli utenti che distrattamente visitano il web, chi sarà veramente interessato al banner? Allora mi domando: ma si può risparmiare  mostrando il banner solo ed esclusivamente alla persona interessata? Sarebbe bello! Con il web si può.

Ma torniamo alla pubblicità tradizionale. Passato un lasso di tempo, da quando la pubblicità è stata lanciata, si controllano le vendite. Se sono aumentate posso immaginare che sia stato merito della pubblicità, ma non ne ho la certezza. Se sono diminuite posso pensare di rendere più efficace la pubblicità e riprovare.
Un altro disagio è che, nonostante io spenda molti soldi per parlare con il mio cliente, il mio cliente non può rispondermi. Del resto, come potrebbe fare? Compra uno spazio pubblicitario e ci appiccica un cartello con su scritto “molto interessante, ma preferivo il modello vecchio”, sperando che il venditore di quel prodotto legga il messaggio? Beh, penso proprio di no!

Per capire in maniera meno intuitiva, ma più deduttiva, il legame tra investimento pubblicitario e ritorno economico, mi affido ad una serie di sondaggi, ma anche questa azione è un po’ vaga. Avete mai risposto ai sondaggi telefonici? Siete stati sempre sinceri e precisi?
E poi, comunque, per verificare l’efficacia della pubblicità devo sostenere un costo aggiuntivo.

Nel web, questi problemi, non esistono. C’è qualcosa che si chiama “misurabilità”, ed è immediata, sicura, accessibile.

Nella prossima puntata: Comunicazione “non tradizionale” – La Misurabilità.

continua…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.