Comunicazione “non tradizionale”

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La Comunicazione “non tradizionale”

Lo scalpello di Michelangelo – puntata n.6

Vuoi leggere la puntata precedente? Clicca sull’icona in alto a sinistra, quella con il mondo e lo scalpello.
Quella che state per leggere è la puntata n.6 : “La Comunicazione non tradizionale“.

Comunicazione “non tradizionale”

“Il tempo dell’esposizione pura e semplice, del monologo unidirezionale da-marca-a-consumatore è game over. C’è bisogno di conversazione, di flusso bidirezionale. Di cooperazione tra i due poli, che hanno tanto da dirsi – e da darsi – a vicenda.”  Maurizio Sala*

La comunicazione non convenzionale (o non tradizionale) si basa su nuove strategie comunicative ed esperienziali, che andremo a vedere una per una (per es. guerrilla, viral, buzz ecc…).
Per ora ci soffermeremo su due importanti differenze rispetto alla “vecchia” comunicazione: la misurabilità e il dialogo con l’utente.
Questo tipo di comunicazione, sviluppandosi sul web, permette di monitorare tutto quello che accade: non esiste un pixel o bit che internet non registri. E questo permette di mappare il comportamento dell’utente, quindi di sapere come agisce (web analytics).
Seconda, importane, caratteristica: l’utente, se vuole, può rispondere e dire la sua, grazie, proprio, ai servizi gratuiti messi a disposizione dalla rete (e-mail, chat, forum, blog, ecc…). Questo permette di dialogare con il cliente, parlare con lui, conoscere le sue esigenze e le sue impressioni, ancor prima di elaborare una strategia di comunicazione del prodotto.
Per capire meglio questo aspetto, apriamo una parentesi sul web 2.0.

Web 1.0

E’ una comunicazione unidirezionale. Io pubblico un contenuto nella mia pagina web, tu forse leggi e finisce qui, così come nella pubblicità tradizionale, non c’è dialogo tra le parti.

Web 2.0

Per web 2.0 si intende comunicazione bi-direzionale, le parti sono nelle condizioni di dialogare con un rapporto molti a molti, non solo fra me e te, ma fra noi tutti.
Il web è come una piazza dove la gente si incontra e scambia opinioni e contenuti.

Web 2.0 – I Forum

Chi gestisce un forum, pone un argomento. Le persone si collegano, entrano in chat e ognuno dice la sua, legge l’opinione degli altri e aggiunge le sue considerazioni e così via finché non si esauriscono gli argomenti.
Perché un sito aziendale dovrebbe anche aprire un forum? Per conoscere i suoi clienti. In questo spazio gli utenti si scambiano i pareri sul prodotto e sul suo utilizzo. Non solo in questo modo si aumenta la popolarità del prodotto e del marchio, ma si raccolgono molte informazioni utili. Ottenere tali informazioni attraverso i sondaggi (per esempio telefonici) è molto difficile, e soprattutto il cliente ne esce molto infastidito. Nei forum, invece, gli utenti  parlano spontaneamente.

Web 2.0 – I Blog

La parola blog nasce dalla fusione di web + log.
Il blog è la mia pagina personale.
Ogni giorno, ogni settimana, ogni ora, insomma quando voglio, scrivo un post, cioè un messaggio. Decido io liberamente di cosa parlare, del tempo, della fame nel mondo, delle mie scarpe nuove. Chi passa per la mia pagina web, può leggermi e lasciare un messaggio, che altri utenti  leggeranno, che a loro volta commenteranno, e così via per un’altra lunga conversazione.

Web 2.0 – I Social Network: strumenti di condivisione

Oltre alle chiacchiere, nel web 2.0, si condividono contenuti: testi scritti, foto, video, musica.
I testi scritti generalmente pesano poco, posso inviare pagine e pagine di lettere per posta elettronica.
Immagini, video e file audio pesano un po’ di più.
Qui di seguito troverete alcuni dei social Network tra i più trafficati. Un consiglio? Aprite un account e siate presenti (con i vostri contenuti) e siate partecipativi (non abbiate paura, scambiate con gli altri le vostre conoscenze e opinioni).

Youtube nasce dall’esigenza di un gruppo di amici di condividere i video. Da qui nasce una piattaforma on-line. Tutti dal proprio computer inseriscono i propri video che confluiscono in un grande calderone. Questo calderone è visibile a tutti. Non solo vedono i video degli altri, ma se vogliono li scaricano, lasciano un commento.
La stessa cosa accade per le foto: le carico, gli altri le vedono, le scaricano, le commentano, propongono le proprie. Uno dei siti più famosi è Flickr.
La stessa cosa avviene per la condivisione di slide: SlideShare. E così via per ogni formato e tipo di contenuto.

Detto questo, come si inserisce l’azienda, oggi, in questa nuovo mondo? E’ qui che si colloca il web marketing.

continua…

*Maurizio Sala è Presidente dall’Art Directors Club Italiano e vicepresidente del Gruppo Armando Testa. Questa riflessione è tratta da “Marketing non-convenzionale” di Bernard Cova, Alex Giordano, Mirko Pallera, edito da Il Sole 24ore, prima edizione novembre 2007.

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