Archivio dell'anno 2007
Arriva lo spam MP3
I laboratori di Kaspersky Lab hanno segnalato un’attività di mass-mailing di file audio in formato MP3, un fatto ritenuto ancora inedito per il traffico e-mail europeo. Questo tipo di spam viene definito anche ’stock spam’, ossia che ha lo scopo di far crescre determinati titoli azionari, promuovendoli. Le e-mail rilevate da Kaspersky Lab non contenevano nessun testo ma solo una registrazione audio di durata variabile tra 25 e 33 secondi, con una voce femminile un po’ distorta che invitava ad acquistare azioni di una determinata società. Lo scopo degli spammer, spiega Kaspersky, è quello di poter creare profitto attraverso la successiva vendita di titoli dell’azienda pubblicizzata.
Gli esperti sostengono, però, che questo metodo incontra delle difficoltà di carattere tecnico, in quanto per poter ridurre il più possibile le dimensioni delle email è necessario utilizzare una bassa qualità sonora. Di conseguenza è più difficile capire cosa viene detto, anche alzando il volume al massimo. Inoltre, per poter eludere i filtri anti-spam, gli spammer hanno dovuto modificare il file audio ad ogni invio, peggiorandone ulteriormente la qualità. Gli analisti della società di sicurezza ritengono che questa tipologia di spam difficilmente sostituirà quella tradizionale, in particolar modo per la bassa qualità sonora che ne scoraggia l’ascolto.
“Gli utenti si inviano spesso file audio con registrazioni divertenti o altro. Sembra che gli spammer contino sul fatto che gli utenti possano confondere i loro messaggi con questo tipo di file e li aprano. Ma la scarsa qualità della registrazione fa capire subito che non si tratta di qualcosa di divertente nè di utile. Può anche darsi che questo tipo di spam si diffonda ancora, ma non credo avrà nessun impatto sulle nostre statistiche del flusso di spam”, commenta Andrey Nikishin, security outsourcing operation director di Kaspersky Lab.
ComputerWorld
Microsoft pensa a un mini-kernel per il nuovo Windows
E’ in corso una riscrittura per rendere il sistema operativo più snello e destinarlo a una gamma di prodotti ancora più ampia, compreso il successore di Vista
Microsoft sta sottoponendo a una riscrittura il codice centrale del suo sistema operativo Windows per renderlo più snello e destinarlo a una più ampia gamma di prodotti; tra questi anche Windows 7, il successore di Vista. Il progetto interno, nome in codice “MinWin”, non ancora finalizzato, farà quindi parte di quest’ultimo, ha spiegato Eric Traut, ingegnere di Microsoft, nel corso di una recente presentazione alla University of Illinois.
Il kernel è il codice fondamentale di un sistema operativo che gestisce i servizi per applicazioni quali driver, file management e memoria. “Molte persone pensano a Windows come a quel grosso sistema operativo, e devo ammettere che può essere una giusta caratterizzazione… Ma al suo core, il kernel, e i componenti che costituiscono il vero centro del sistema operativo, è in realtà piuttosto semplificato”. Traut ha fatto quindi una dimostrazione di MinWin, ancora mancante di interfaccia grafica. L’ambiente necessita di soli 25MB quando memorizzato su disco, rispetto ai 4GB necessari a Windows Vista completo, ha continuato Traut. “MinWin può funzionare con meno di 40 MB di RAM: si tratta della prova che in realtà c’è un piccolo core all’interno di Windows”. Ma Microsoft vuole ancora rimpicciolirlo: “E’ ancora più grande di quanto mi piacerebbe che fosse”.
Microsoft utilizza il suo kernel in una gamma di prodotti, da quelli client a quelli server. E mantenerlo il più piccolo possibile ne consnete l’uso in sistemi con poca memoria, come i dispositivi embedded: “Questo ci consentirà di muoverci su ancora più aree”, ha affermato Traut. Microsoft ha annunciato che rilascerà Windows 7 entro il 2010, sebbene la società non abbia ancora rivelato maggiori dettagli sulle sue caratteristiche.
da IDG News Service ®
Marchio registrato International Data Group, Inc
La legge che precipita la rete nel medioevo
Titolo forte per una condotta parossistica da parte di un governo assai insensibile e approssimativo. In breve secondo il disegno di legge Levi-Prodi ogni soggetto che pubblica in qualsiasi modo qualsiasi forma di informazione su internet è da considerarsi un operatore di comunicazione e pertanto deve registrarsi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione), pagando una tassa annuale non certo sostenibile e motivabile per tutti.
Il risultato che possiamo prevedere è che anche il ragazzino quindicenne che mantiene un blog con le foto delle sue vacanze al mare debba essere considerato un content-provider. La cosa fa ridere sguaiatamente ma andando a consultare il dettaglio del ddl la sostanza è questa.
Nata per contrastare il fenomeno della diffamazione on-line, questa legge sembra voler tagliare la testa anche a chi ha scopi meno bellicosi e più personali.
Prevedibilmente le repliche al passaggio del disegno di legge sono state immediate.
Il curatore del sito Civile.it dedica al caso una cronaca gelida e amareggiata.
Il mio parere è che, aldilà del prendere posizioni più o meno accese su questo fatto, sia il caso di divulgare la notizia il più possibile in quanto il governo sembra aver attuato uno dei tanti silenziosi colpi di coda volti ad avvantaggiare il mondo politico ad ogni costo, questa volta anche a costo di menomare la libertà di espressione dell’individuo. Il che ovviamente trascende il discorso di Internet ma sconfina nelle libertà individuali che secondo lo stato dovrebbero essere concesse solo a chi può permettersi di pagare una tassa sull’editoria.
E’ un atteggiamento decisamente antidemocratico e sicuramente nemico dello sviluppo di Internet in Italia. Se potete parlatene in giro.
2.2 milioni di dollari per l’oracolo software
Il Professor Jerzy Rozenblit dell’Università dell’Arizona ha ricevuto un premio di 2.2 milioni di dollari per progettare un software che analizza e predice situazioni politiche e militari in tutto il pianeta.
Il programma in questione predirrà le azioni di gruppi paramilitari, fazioni etniche, terroristiche oltre ovviamente ai gruppi terroristici conosciuti. In questo modo sarà di aiuto alle forze militari nel definire strategie volte allo stabilizzare aree geografiche a rischio di crisi.
Sembra incredibile che le azioni umane possano essere ridotte in numeri ed algoritmi seppure complicatissimi ma il Professore sembra essere molto sicuro delle sue idee
Questo strabiliante modello matematico di formalizzazione delle azioni umane avrà anche numerose applicazioni civili, soprattutto in campo finanziario, legale ed epidemiologico oltre a poter essere applicato nella determinazione delle conseguenze di catastrofi naturali come uragani e terremoti.
In questi termini sarebbe più preciso pensare a questo software come a una specie di oracolo che vede chiaro nell’assoluto caos di problemi con praticamente infinite variabili, quindi non solo nell’imprevedibilità delle decisioni umane.
Sotto il nome di “Asymmetric Threat Response and Analysis Project”, conosciuto con il pratico acronimo di ATRAP si cela un mastodontico complesso di algoritmi matematici e procedure informatiche che effettua le proprie calcolazioni sulla base di milioni di elementi di dati, considerando molti fattori naturali e indotti su svariati ambiti, da quelli politici a quelli culturali, militari ed etnici oltre a considerare l’influenza mai trascurabile dei media.
Il software può gestire carichi di dati tanto grandi da non poter essere considerati da alcun analista in carne ed ossa, di conseguenza questo programma è capace di impostare un modello di analisi autonomamente senza bisogno di arbitrio umano.
I sensazionalisti già saltano alla conclusione che questo oracolo software sia capace di predire l’impredicibile. Sarà fantasia o le sorprese diventeranno storia vecchia?
Articolo originale su uanews.org
