Musica “pesante” con Windows Vista

Musica “pesante” con Windows Vista

Qualcuno ha fatto notare che il mai troppo chiacchierato sistema operativo Microsoft crei intenso traffico in rete mentre effettua un’attività apparentemente innocua come riprodurre della musica.
Anche il noto esperto di tecnologie Windows Mark Russinovich ha confermato la presenza di questo problema.
Stando a un articolo su PC World, il problema è limitato ai sistemi dotati di più di un dispositivo di rete (ad esempio un adattatore ethernet e una scheda wireless installate sul medesimo sistema) e si verifica solo su reti ad alta velocità (ad esempio su reti gigabit), quindi possiamo già escludere che questo fenomeno si verifichi su internet.
Apparentemente il bug risiede nella porzione di codice di Vista che presiede al cosìdetto
NDIS throttling; a causa di un difetto questo effetto viene amplificato in caso di più adattatori di rete, e sfocia in una superemissione di pacchetti sulla rete locale (circa 8000 pacchetti al secondo su un sistema con adattatore ethernet e wireless).
Ancora non si parla di patch in casa Microsoft ma tuttavia come sottolinea PCWorld, c’è davvero l’obbligo di spegnere la musica solo se si devono spostare grandi quantità di files.

iPod: Il music player che rende l’uomo ladro

iPod: Il music player che rende l’uomo ladro

Succede ormai troppo spesso, ti distrai pochi secondi e voilà! il tuo iPod è andato!
rubato, trafugato, sottratto!
Si contano ormai oltre 50 milioni di iPod rubati e la cronaca parla anche di un omicidio attribuito a un tentativo di sottrarre il prezioso oggetto marchiato con la famosa mela.
I consumatori spendono ogni anno milioni per rimpiazzare i loro iPod rubati e sembra che il fenomeno sia in continua crescita.

E’ spontaneo chiedersi se l’onnipotente e onnipresente Apple sia in grado di arginare la piaga dei furti di iPod con lo stesso impegno con il quale difende a spada tratta la sicurezza dei files musicali protetti da copyright scaricati dal suo online store.
Come molti di voi sapranno, il software maggiormente usato per gestire il famoso player si chiama iTunes, programma assai pesante ma anche assai versatile nel gestire liste musicali, suonare musica col computer di casa e acquistare musica online. Oltre a queste utili funzioni l’iTunes è in grado di riconoscere un determinato iPod ed eventualmente trasmettere il codice dello stesso alla casa madre in caso di operazioni come l’acquisto di brani musicali online.

Dall’identificare un determinato iPod in fase di acquisto al riportare l’utilizzo di un player rubato il passo sarebbe davvero breve, tuttavia fino ad oggi la casa della mela non ha alzato un dito per combattere la tremenda piaga degli iPod rubati, forse pensando che chiunque subisce il furto del prezioso gingillo corra a comprarne subito un altro nuovo e magari più potente e costoso.

Si narra che un giovane regalò alla propria fidanzata il magico player musicale di Apple alla propria fidanzata e che questa prontamente se lo fece rubare. A nulla servì appellarsi alla casa madre per avviare una qualche indagine ad alto contenuto tecnologico per mettersi sulle tracce del prezioso oggetto. Così l’arrabbiatissimo fanciullo anzichè andare a rompere le vetrine del primo AppleStore (o iStore se preferite) sulla via di casa, decise di creare questo interessante sito web dedicato interamente al tracciamento di iPods scomparsi: StoleniPods.com, luogo dove riportare e cercare iPod rubati.
Ha anche un registro per prodotti con id unico per facilitare le restituzioni.

Dopo decine di migliaglia di rumorose lamentele sembra che la mela abbia deciso di aiutare l’arrabbiatissima clientela, forse pensando che un atteggiamento scostante riguardo il furto di iPod potesse facilitare il passaggio a player concorrenti (Creative Zen in testa).
Pur restando fuori discussione la possibilità che la casa avverta la polizia quando rileva che un iPod rubato viene connesso ad un computer dotato di iTunes, Apple, in un recente brevetto ha annunciato che i prossimi apparecchi fabbricati non si potranno ricaricare se non con il caricabatterie con il quale sono stati acquistati.

Sicuramente un passo coraggioso e non privo di problemi per la grande mela (basti pensare alle noie per chi danneggia il proprio caricabatterie).
In futuro così chi ruba un iPod si troverà a poterlo usare solamente con la residua carica di batteria prima che l’apparecchio si renda totalmente inservibile.
Forse il prossimo passo sarà un iTunes che avverte la polizia appena rileva un apparecchio rubato, questione di buona volontà….. e di mezzi.

Strumenti gratuiti per gli eBayers

Strumenti gratuiti per gli eBayers

Strumenti che automatizzano e velocizzano operazioni accessorie nella messa in vendita di oggetti su ebay prendono sempre più piede.
Questo è dovuto al fatto che quando si passa dall’occasionalità di una vendita ogni tanto alla continuità di chi vende tramite asta come attività
integrativa per il proprio business si rende necessaria l’adozione di strumenti
che rendano più snello ed agevole il processo di pubblicazione di inserzioni e di gestione del monitoraggio delle transazioni.
eBay stessa mette a disposizione il TurboLister, un tool molto caro agli inserzionisti
incalliti, tuttavia le esigenze principali di un eBayer professionista richiedono ferri del mestiere più avanzati per assolvere alle principali esigenze di messa in asta:

  • Determinazione della categoria più efficace sotto la quale listare il proprio oggetto,
    affinchè possa essere trovato attraverso le chiavi di ricerca più appropriate e/o convenienti.

  • Trovare il titolo più efficace e di maggior impatto per l’inserzione.
  • Prevedere con approssimazione accettabile dati come le fees da pagare a eBay sulla
    base del prezzo di partenza e da che punto possiamo considerare un margine di guadagno adeguato per la nostra inserzione.

  • Creare rapidamente e con facilità la nostra inserzione.
  • Avere dei report coincisi e di rapida consultazione sullo stato delle nostre vendite.

Questi punti vanno tutti a riassumere un proposito assai diffuso e ambito da ciascuno:
fare più soldi!

Questo cappello serviva ad introdurre tutta una serie di software web-based
incentrati sull’esigenza di rendere più efficace l’attività di vendita su ebay.

sul sito www.auctionsoftwarereview.com trovate una interessante panoramica
sugli strumenti di cui abbisognate per diventare degli eBayers davvero potenziati.

Il potentissimo processore di Sun rilasciato sotto licenza Open Source

Il potentissimo processore di Sun rilasciato sotto licenza Open Source

Ieri, il 7 Agosto, Sun ha introdotto il suo UltraSPARC T2, con ogni probabilità il più veloce, sofisticato ed energeticamente efficente tra i processori. Con otto core spinti tra i 900 e i 1400 Mhz e 64 unità di esecuzione, questo processore è il primo ad integrare le più essenziali funzioni di un server di rete includendo: supporto di rete (LAN), supporto alla sicurezza e gestione dell’I/O. Con queste caratteristiche l’UltraSPARC T2, soprannominato Niagara 2, offre le piu avanzate performances e funzionalità in rapporto con il consumo in watt rispetto a tutta la sua (estesa) concorrenza.
Come anticipato, questa meraviglia della tecnica integra le tre principali funzioni di un server in un unico pezzo di silicio: Adattatore Ethernet a 10Gb, Accellerazione hardware per applicazioni di criptazione dell’informazione e un bus PC-Express incorporato.

Ad aggiungersi a queste entusiasmanti caratteristiche viene poi la vera chicca: l’intero design del processore è rilasciato sotto licenza open source.

Sotto il nome OpenSPARC si cela la coraggiosissima iniziativa di Sun Microsystems per portare avanti il primo progetto collaborativo per un microprocessore rilasciato sotto licenza aperta agli sviluppatori.

L’idea parte dalla considerazione dei seguenti scenari

  • Incrementare in modo significativo la partecipazione comunitaria nello sviluppo dell’architettura di un microprocessore assieme alla pronta nascita di applicazioni finemente disegnate per esso (quindi eliminare il gap tra l’introduzione di nuovo hardware e la nascita delle prima applicazioni davvero efficenti. Chi possiede un iMac basato su processore Intel sa bene di cosa si parla)
  • Incentivare la collaborazione e la cooperazione tra sviluppatori di nuovo hardware permettendo così di avere il massimo da periferiche e dispositivi dedicati.
  • Permettere ai membri della comunità di sviluppare tecnologie collaudate e a costi sensibilmente inferiori rispetto a quanto succede con le tecnologie proprietarie.
  • Incoraggiare l’innovazione tecnologica.
  • Portare più rapidamente nuovi prodotti nel mercato eliminando “stasi da adeguamento tecnologico”

Dal progetto OpenSPARC nasce OpenSPARC T2, la versione open source della poderosa cpu di Sun Microsystems.

Maggiori informazioni sul sito dedicato

www.opensparc.net

Coca Cola Zero: lo spot double-face..

Coca Cola Zero: lo spot double-face..

Un’altra pubblicità dopo quella della Vigorsol che fa discutere molto: il nuovo spot della Coca Cola Zero. In questo caso viene utilizzata una parola volgare o spinta (come preferite) invece di un immagine come nel caso della Vigorsol.
L’effetto forse è più netto: se si è poco interessanti alla pubblicità nel momento della “frase chiave” l’attenzione viene catturata… forse è proprio questo il fine.

Quella qui riportata è la versione “spinta” che potete vedere in onda di notte… si perche durante le ore diurne la parola incriminata è stato sostituita dalla parola “calcio”.
Chissà se questa variante “double-face” avviene solo nella versione italiana o in tutte le lingue?

Da Singapore le prime ossa di laboratorio

Da Singapore le prime ossa di laboratorio


Un nuovo metodo per creare ossa artificiali è stato sviluppato da alcuni ricercatori di Singapore. Susan Liao della National University of Singapore, assieme ad alcuni colleghi, ha dosato varie concentrazioni di collagene e carbonato per creare un materiale inorganico che replica fedelmente l’assetto delle ossa umane. La tecnica da origine a unità di assemblaggio di nanodimensioni funzionali per consentire la creazione di disparate strutture ossee e la replicazione della dentatura. E’ una scoperta che non ha precedenti.

Le ossa umane sono costituite da cristalli di idrossipatite per il 65% e dal 25% di fibra di collagene. Nei denti queste proporzioni variano nel 70% di idrossipatite e il 20 di collagene. Gli scienziati hanno provato a creare delle nanostrutture di ossa artificiali usando vari metodi prima di oggi e ultimamente hanno rivolto la loro attenzione al collagene mineralizzato, un composto di nanoapatite e collagene. Questo materiale è fortemente compatibile col corpo umano e ha una struttura estremamente simile a quella delle ossa umane se esaminato al livello di nanostrutture. E’ possibile applicarlo per creare strutture ossee di vario genere ed effettuare interventi di ricostruzione dello scheletro prima di oggi impossibili senza il ricorso a protesi artificiali.

L’articolo originale su nanotechweb.org

L'”antica” arte dello spam

L'”antica” arte dello spam

Nella primavera del 1978 un vivace marketer chiamato Gary Thuerk desiderava segnalare a tutte le persone coinvolte nel mondo della tecnologia che la sua compagnia, la Digital Equipment, era sul punto di introdurre nel mercato un nuovo computer. La DEC era conosciuta nel Massachusetts così come era ben conosciuta nella costa est ma Thuerk sperava di raggiungere i più smaliziati utenti della California. Decise così che il modo migliore per lanciare la sua comunicazione fosse attraverso quello che allora era un network ad esclusivo utilizzo di strutture governative e di università: l’Arpanet, antenata dell’attuale Internet. Solo poche migliaglia di persone usavano i servizi di Arpanet a quei tempi. Thuerk ne selezionò seicento da una directory (allora c’erano molte meno restrizioni riguardanti la privacy). Giudicando dispendioso chiamare ciascuno di loro o dialogare tramite messaggi con ciascuno di questi contatti decise di usare Arpanet per inviare a queste persone un unico messaggio abbastanza generale per avvisarle dell’eccitante arrivo del nuovo sistema informatico della DEC. Il messaggio recitava così: “Vi invitiamo a venire a vedere il nuovo 2020 e ad ascoltare tutto sulla nuova linea DEC System 20”. Fu così che questo signore diede alla luce il primo fenomeno di posta massiva non sollecitata dall’utenza. In altre parole inventò l’Email Spam.
La reazione non si fece attendere e fu assolutamente ostile. “Questa è una chiara violazione di Arpanet” rispose un contatto. Un altro replicò “La pubblcizzazione di particolari prodotti dovrebbe essere fortemente scoraggiata sulla rete.”. Thuerk ebbe delle noie a causa di queste lamentele tuttavia la DEC in seguito a questo fastidioso fenomeno promozionale vendette oltre venti dei nuovi sistemi DEC a un milione di dollaro al pezzo!!
Come dire: il crimine paga.

Su Newyorker.com l’interessante articolo originale