Google lancia un Virale con user generated content

Google lancia un Virale con user generated content

Google lancia un video in rete per mostrare il lungo percorso che una mail affronta prima di giungere a destinazione. Ma quale destinazione nel video non viene mostrato! Il video è stato interrotto per lasciare agli utenti la possibilita di cimentarsi nella registrazione degli ultimi 10 minuti. I video migliori verranno uniti all’originale e il video finale sarà pubblicato sulla home page di Gmail e visto da tutto il mondo. Un esempio di come unire a una strategia Virale una politica di User generated content e generare un “video collaborativo”.
…to be continued.

PDF: la nuova frontiera dello spam?

PDF: la nuova frontiera dello spam?

Nel 2005 gli spammers approdarono ad una nuova tecnica per eludere i sistemi antispam basati sull’analisi del testo: lo spam basato sulle immagini.
Questo sistema entrò in attività nel 2005 e acquisì subito l’importanza che meritava. Alla fine dell’anno successivo era il sistema preferito da moltissimi spammers grazie alla facilità e alla relativa rapidità con cui si poteva applicare questo metodo (esistono diverse librerie che automatizzano la creazione di immagini jpeg o gif sulla base di stringhe di testo, alcune incluse anche nel popolare linguaggio di scripting PHP).
Nel dicembre del 2006 l’image spam aveva raggiunto un terzo di tutto il traffico riconosciuto come spam.
Dopo qualche tempo la IBM X-Force, la task force istituita dal colosso americano per combattere il fenomeno, ha rilevato un nuovo trend: l’uso dei file PDF per lo spam. Secondo X-Force, dalla fine di giugno le prime manifestazioni di PDF-based spam hanno raggiunto il 3-4% del traffico complessivo. C’è da dire che subito dopo lo spam basato su files PDF è diminuito di qualche punto assestandosi sul 2%, tendenza forse dettata dal fatto che la produzione di PDF è computazionalmente più impegnativa per l’hardware e che non è garantito che ogni utente di posta elettronica sia fornito di un programma per leggere questo genere di documento (per quanto sia diventato molto comune oggigiorno). Venerdì 6 Luglio questo tipo di traffico ha conosciuto un nuovo picco toccando gli 8 punti percentuali.
Gli esperti di IBM X-Force sostengono che se il traffico di spam basato su documenti PDF si sviluppasse in misura paragonabile all’image-spam potrebbe crescere in modo più veloce di quest’ultimo diventando un 20% di tutto lo spam prodotto già nei prossimi mesi. C’è da augurarsi che i sistemi antispam possano adeguarsi altrettanto velocemente a questa improvvisa evoluzione.

La dama è ufficialmente risolta

La dama è ufficialmente risolta

Il Dr. Marion Tinsley è universalmente considerato il più forte giocatore di dama umano. Morto il 3 Aprile del 1995 ha dovuto chinare il capo dinnanzi allo spietato programma per computer chiamato Chinook, un software realizzato presso l’università di Alberta in Canada. Oggi questo software è stato ulteriormente migliorato e i suoi sviluppatori, Jonathan Schaeffer in testa, hanno da poco dichiarato che Chinook ha esplorato e memorizzato nella sua libreria tutte le possibili situazioni di questo famoso gioco. Dal 1989 sono stati impiegati simultaneamente 200 computer per analizzare ogni possibile situazione di gioco ed oggi con orgoglio il team di Alberta annuncia che il gioco della dama è “Ufficialmente Risolto”. Questo vuol dire che Chinook è matematicamente imbattibile in quanto conosce già la soluzione vincente per ogni configurazione di pedine sulla scacchiera e che quindi il miglior giocatore umano se non commette il minimo errore e gioca con la massima lungimiranza possibile può al massimo aspirare ad un pareggio. La libreria di questo agguerritissimo programma ha memorizzato qualcosa come 500 miliardi di miliardi (5 per 10 alla ventesima) di possibili mosse cosicchè il programma stesso non ha bisogno di effettuare alcuna calcolazione consistente. Per ogni situazione deve solo cercare nel suo mastodontico database la contromossa vincente.
Per risolvere il gioco degli scacchi, estremamente più complesso, pare che ci vorranno ancora parecchi anni (la complessità computazionale degli scacchi è da 10^20 a 10^100 volte superiore a quella della dama)

http://www.cs.ualberta.ca/~chinook/

Peppermint fermata in tribunale dai giudici

Peppermint fermata in tribunale dai giudici

La cavalcata antiP2P dei detentori del diritto d’autore contro migliaia di utenti italiani ha subìto un primo e forse decisivo stop. Il Tribunale di Roma ha infatti respinto i ricorsi che l’ormai celeberrima Peppermint, insieme a Techland, entrambi clienti Logistep, avevano presentato per cercare di farsi consegnare i nomi di utenti italiani dei sistemi di sharing, come già accaduto in passato.

Ne dà notizia Adiconsum, che da tempo segue la vicenda, spiegando che il proprio centro giuridico ha appreso della pubblicazione di due ordinanze dei magistrati Paolo Costa e Antonella Izzo del Tribunale di Roma con le quali “hanno rigettato i ricorsi presentanti congiuntamente e disgiuntamente dalle Società Peppermint e Techland, rispettivamente nei confronti della Wind e della Telecom”.

Le ordinanze, che non incidono su quanto già accaduto nei casi precedenti, rappresentano il primo significativo stop alle controverse procedure con cui Peppermint/Logistep e Techland/Logistep hanno monitorato le reti di sharing per individuare IP dei computer degli utenti di cui chiedere poi i nominativi ai provider. Una richiesta che ora, per la prima volta, si arresta in tribunale.

Secondo i giudici, spiega l’Associazione dei consumatori, confermando quanto anticipato da SantaPepper.com, le istanze con cui le due aziende clienti Logistep chiedevano quei nominativi sono infondate. Secondo Adiconsum, che parla di spionaggio telematico riferendosi alle operazioni di monitoraggio delle reti di sharing, quanto accaduto è strettamente legato alle normative sulla privacy.

È noto, peraltro, che nelle scorse settimane sul fronte dei 3636 utenti Telecom individuati da Logistep era sceso in campo proprio il Garante per la privacy, desideroso di comprendere se le misure messe in atto dai detentori dei diritti d’autore fossero compatibili con le normative italiane.

Adiconsum avverte che la guerra non è vinta e che i procedimenti in ballo sono ancora numerosi. Già oggi si attendono ulteriori decisioni su altre istanze di Peppermint, rivolte questa volta a Tiscali e Wind. Tutti procedimenti nei quali Adiconsum intende intervenire per sollevare questione di illegittimità costituzionale dell’art. 156 della legge sul diritto d’autore, quell’articolo che si pone in conflitto con la tutela della privacy, sostenendo che “qualora una parte abbia fornito seri elementi dai quali si possa ragionevolmente desumere la fondatezza delle proprie domande ed abbia individuato documenti, elementi o informazioni detenuti dalla controparte che confermino tali indizi, essa può ottenere che il giudice ne disponga l’esibizione oppure che richieda le informazioni alla controparte. Può ottenere, che il giudice ordini alla controparte di fornire elementi per l’identificazione dei soggetti implicati nella produzione e distribuzione dei prodotti che costituiscono violazione dei diritti di cui alla presente legge”.

Una battaglia nella battaglia, quella sull’articolo 156, che interessa da vicino non solo i consumatori ma anche gli operatori telefonici, ai quali peraltro la stessa Adiconsum fa appello affinchè resistano “con ogni mezzo alle richieste giudiziarie” di Peppermint&C. Fino a questo momento, infatti, l’atteggiamento degli operatori viene considerato morbido nei confronti delle richieste provenienti dai detentori dei diritti.

Ma per chi sostiene il diritto degli utenti oggi è una giornata di vittoria e lo ha sottolineato Fiorello Cortiana della Consulta sulla governance di Internet, che in una nota sottolinea come “il pronunciamento della magistratura italiana che inibisce Peppermint e chiunque altro dall’attuare il monitoraggio in rete è importante perchè segna un principio giurisprudenziale: la rete di Internet non è la terra di nessuno dove ognuno si fa giustizia da sè, anche in rete valgono i diritti di cittadinanza e anche in rete tocca alla magistratura e alle forze dell’ordine mettere in atto inchieste nel rispetto della legge”.

Secondo Cortiana “quello che si stava configurando come uno spamming estorsivo trova una robusta interruzione. Sarebbe stupido dire che ha vinto la pirateria, piuttosto hanno vinto il diritto e le garanzie previste dalla legge per tutti i cittadini, famosi o meno che siano. Ora occorre non esitare oltre per cambiare la Legge Urbani affinchè i modelli di business prendano corpo nel rispetto della natura di condivisione della rete come impresa cognitiva collettiva”.

Punto-informatico.it

I virus compiono 25 anni

I virus compiono 25 anni

Nel Luglio del 1982 un Apple II infetto propagò quello che viene ricordato come il primo virus per computer.
L’infezione si spostava non sulle veloci linee internet di oggi bensì su un modesto floppy da 5-1/4″. Il virus, abbastanza innocuo da non costituire più di una semplice noia per l’utente, si chiamava Elk Cloner e fù scritto da un geniale ragazzino di appena quindici anni, Rich Skrenta, il padre del moderno crimine informatico allora studente delle scuole superiori.
Il virus agiva replicando se stesso controllando l’attività del disk drive e scrivendo se stesso ogni volta che il disco veniva accesso dal sistema.

Skrenta commenta divertito il suo primitivo esperimento “Fù un trucco pratico combinato con uno splendido hackeraggio”
. Doveva essere eccitante per un ragazzino ancora alle prese con i compiti di casa.

http://www.skrenta.com/

Cannucce giganti per la campagna “Chinò Sanpellegrino”

Cannucce giganti per la campagna “Chinò Sanpellegrino”

Partirà da Torino, per poi proseguire a Riccione, Milano, Bologna, Perugia, Roma e Napoli, la nuova simpatica campagna ambient della Chinò Sanpellegrino.
Cannucce giganti di oltre 4 metri, paletti antiparcheggio che assumono la forma e i colori di una cannuccia, e altre azioni di guerrilla sono l’elemento chiave della campagna virale ideata dall’agenzia Enfants Terribles con il supporto esecutivo di G-Com.

Nielsen/NetRatings: basta con le page view

Nielsen/NetRatings: basta con le page view

Il web-marketing è a una svolta: stanno per cambiare i sistemi di misurazione per l’audience online. A sostenere il cambiamento con tutto il suo peso è Nielsen/NetRatings, società leader del settore, che a breve inizierà a prestare maggiore attenzione ai tempi di “permanenza” complessivi degli utenti sui siti. È la fine, insomma, per lo sterile conteggio delle “pagine viste”, le page-views: largo invece al cronometro. Come riporta il New York Times, “l’iniziativa di Nielsen/NetRatings è il frutto del successo del video online e delle nuove tecnologie che rendono ormai il conteggio delle page view privo di senso”.

La nota società di ricerca si occupa già – come altri – della misurazione del tempo medio speso su un sito e della rilevazione del numero di sessioni per visitatore, ma fra qualche giorno inizierà ad analizzare anche il tempo e le sessioni totali generate da tutti gli utenti. Agli inserzionisti, analisti ed imprenditori verrà fornito un nuovo tipo di report capace di tenere conto delle tecnologie emergenti. È evidente infatti che il numero di pagine web visitate da un singolo utente, magari su una piattaforma di media-sharing, potrebbe risultare di secondaria importanza rispetto al tempo che spende nella riproduzione dei contenuti – e quindi sul sito.

Infatti, non è un caso, che piattaforme come YouTube, MSN SoapBox e Metacafe mostrino sempre un numero di page view più basso di quanto ci si potrebbe attendere, il che ovviamente distorce la percezione dell’audience raggiunto. “Tutto ciò che è legato ad Ajax o che riguarda lo streaming pensiamo che sia rilevabile al meglio con il conto dei minuti”, ha dichiarato Scott Ross,direttore del product marketing di Nielsen. “Stiamo cambiando il nostro modo di valutare i dati”.

“Yahoo e gli altri siti che sfruttano Ajax aggiornano dinamicamente i contenuti di una pagina, senza aggiornare interamente la stessa. Un’ottima cosa per gli utenti, ma puro veleno per gli analisti. Anche se i visitatori fruiscono normalmente di tanti contenuti, Ajax lo nasconde. E questo ha un impatto diretto sui listini pubblicitari”, ha sottolineato David A. Utter di WebProNews. Ross, comunque, ha aggiunto che il calcolo delle page view continuerà, anche se non sarà più l’elemento chiave per redigere i ranking.

Gli effetti dell’utilizzo di questo nuovo “metro di misura” saranno devastanti per gli uffici commerciali della più grande media company. Negli Stati Uniti, ad esempio, Time Warner AOL (sesto in page view) si ritroverà al primo posto assoluto grazie soprattutto al minutaggio generato dalla sua piattaforma di instant messaging. Con 25 miliardi di minuti sovrasterà del 25% il network di Yahoo. Un avvicendamento imprevisto che colpirà anche Google: terzo nel page view, ma solo quinto nel tempo di permanenza. Seguono MySpace e il network Fox Interactive Media.

Il nuovo metodo, insomma, peserà sugli introiti pubblicitari. Google, per una volta, potrebbe ritrovarsi leggermente attardato rispetto agli avversari… anche calcolando Youtube.

punto-informatico.it

Alfa Romeo “Don't Drink & Drive”

Alfa Romeo “Don't Drink & Drive”

Presentata la nuova campagna dell’Alfa Romeo.

Per capire l’ad è necessario leggere la headline: “Alfa Romeo promotes the responsible enjoyment of wine. And also of driving. To enjoy both, please never mix the two.”

La campagna”Don’t Drink & Drive” è stata realizzata dall’agenzia Y&R Milan.

Diventare Scienziati dell’elaborazione vuol dire dimenticare la matematica

Diventare Scienziati dell’elaborazione vuol dire dimenticare la matematica

Un nuovo libro reinventa i concetti alla base dell’informatica e demolisce il concetto che la scienza dei computer sia radicata nella matematica.
Rivede oltretutto la nozione che il concetto di algoritmo in termini matematici sia fondamentale per la moderna scienza dei computer.

“Matematici ed informatici si pongono scopi fondamentalmente diversi, e gli strumenti messi a disposizione dalla matematica non sono utili agli informatici come si supporrebbe.
Il primo interrogativo nella scienza dei computer non è dato dalla computazionabilità di un modello bensì dalla sua rappresentabilità nell’ambito di un’elaborazione elettronica.
La scienza dei computer non necessita di teorie sulla computazione ma di una coprensibile teoria sull’espressione.”
Parole lapidarie e forti per abbattere il luogo comune che attanaglia molti studenti in informatica alle prese con calcoli numerici interminabili e complicati.
Lo afferma Karl Fant, autore di questo controverso testo intitolato Computer Science Reconsidered. Forse non si tratta di notizie inedite per chi è alle prese con problemi complessi e linguaggi ad oggetti quotidianamente. Tuttavia questa voce pseudorivoluzionaria ha molto di antiaccademico senza dubbio.
Lo stesso Fant rivede anche le posizioni di figure di spicco nella storia dell’elaborazione dati come John Von Neumann e Alan Tuning, grandi studiosi di matematica come da stessa ammissione di Fant ma comunque intimamente coinvolti nello sviluppo di sistemi di elaborazione elettronica tanto da sviluppare loro stessi una
mentalità più indirizzata alla traduzione di problemi reali in un contesto di simboli che alla pedante ricerca di schemi matematici per la risoluzione di problemi concreti.
Dunque la logica rappresentazione ha la meglio sulla fredda computazione. L’intuito sul calcolo.
Forse non sono novità eclatanti ma fanno sorridere la comunità dei programmatori.

L’articolo originale su

itwire.com

Scelta coraggiosa di EMI sul fronte del P2P

Scelta coraggiosa di EMI sul fronte del P2P

Continuano i tentativi dell’industria musicale di convertire il file sharing libero e selvaggio in qualcosa di controllato e legale. La EMI ha rilasciato il suo intero catalogo musicale su Qtrax. Per chi non lo sapesse, Qtrax è un client per lo scambio file che si è reinventato cercando di percorrere la strada delle distribuzione autorizzata di musica.

Servizi P2P “autorizzati” non rappresentano una novità nel mondo del file sharing. Sono una via di mezzo tra i distributori autorizzati di musica come iTunes, che fornisce una risorsa centralizzata per la musica approvata dall’industria, e le reti P2P libere come Ares Galaxy.

Il successo di questi client P2P è stato incerto. Molti degli stessi problemi che inibiscono la diffusione su larga scala di risorse centralizzate come Napster interessano anche questi metodi di distribuzione. Quello che ha reso il P2P così popolare è invece la libertà. Libertà di scaricare tutto quello che si vuole, tutte le volte che lo si desidera e con la possibilità di poter copiare senza limiti.

Nella speranza di conquistare chi oggi usa un client p2p libero EMI e Qtrax si sono accordati. Qtrax era un semplice client Gnutella come tanti altri.
Una caratteristica particolare del nuovo Qtrax sarà un sistema doppio di distribuzione della musica; accesso gratuito supportato da pubblicità ed un altro di pay per download. Il sistema supportato da pubblicità sarà molto simile al p2p libero che conosciamo oggi. Tuttavia i file scaricati saranno in entrambi i casi protetti dal DRM , riproducibili solo “un numero finito di volte” . Inoltre compariranno pop-up pubblicitari per invogliare l’utente a passare al servizio a pagamento.

Riguardo il servizio a pagamento sarà molto simile ad iTunes o Napster e sebbene non siano ancora noti i prezzi è molto probabile che si applicherà il criterio standard di 99 centesimi a canzone. I trasferimenti avverranno usando un protocollo P2P sulla rete proprietaria di Qtrax.

Questo nuovo servizio mostra come l’industria musicale sia desiderosa di sfruttare le potenzialità del file sharing ed evolversi in accordo alle richieste dei consumatori. Sebbene i progressi, come possiamo ben vedere, siano molto lenti forse si può sperare che verrà pensato un sistema capace di compensare gli artisti ma allo stesso tempo permetta il download per uso privato gratuito e senza vincoli.

Home: www.qtrax.com
Fonte: Slyck.com