Kanzelsberger’s Pixel: il Photoshop del pinguino? Non solo

Kanzelsberger’s Pixel: il Photoshop del pinguino? Non solo

Per alcuni osservatori della scena software tra cui il sottoscritto, la predominanza di Big M nel mercato dei sistemi operativi è barbaramente riconducibile a pochi capisaldi che ne decretano l’insostituibilità. Tra questi c’è l’inossidabile Photoshop di Adobe, standard de facto nella grafica professionale. Per anni i sostenitori del pinguino hanno asserito che il GIMP, software open-source di fotoritocco aveva la maggioranza delle caratteristiche del blasonato prodotto Adobe e che quindi poteva rimpiazzarlo nella maggioranza dei casi. Installando e provando a usare GIMP per qualche minuto si capisce che la sopracitata affermazione non è molto più di un’espressione di tifoseria anti-Adobe e che il pur buon pacchetto da sempre parte integrante delle distribuzioni Linux più disparate non può competere col prodotto commerciale per un utilizzo più “heavy”.

Dopo anni di smarrimento forse le cose sono iniziate a cambiare. L’alternativa a Photoshop sulle piattaforme Linux (e non solo) esiste. Si chiama semplicemente Pixel ed è realizzato da Pavel Kanzelsberger, pluripremiato sviluppatore cecoslovacco.

Aprendo Pixel ci si trova davanti a un clone di Photoshop sufficientemente fedele da sfiorare il plagio. Ci sono caratteristiche prettamente professionali tipiche del programma di Adobe come l’editing di immagini in formato CMYK e HDR (high dynamic range), strumenti evoluti per il ritocco, supporto per acquisizione da scanner e tavolette grafiche e molto altro.

Rilasciato per le maggiori piattaforme in circolazione, Pixel è disponibile per gli amibienti Windows, Linux, FreeBSD, OS X e BeOS.

La nota dolente sarebbe il fatto che pur girando anche su sistemi operativi generalmente gratuiti il pacchetto di Mr Kanzelsberger è a tutti gli effetti un software commerciale.
E’ possibile scaricare una demo gratuita dal sito ufficiale www.kanzelsberger.com ma per mettere le mani su una release pienamente funzionante e priva di limitazioni è necessario sborsare la non drammatica somma di $38 che salirà successivamente ad $89 quando la distribuzione del programma sarà a pieno regime.

La cifra non mette in difficoltà nessun professionista e soprattutto fa riconsiderare l’uso di un ambiente Linux anche per lavorare di grafica professionale.

Il browser Safari finalmente approda a Windows

Il browser Safari finalmente approda a Windows

Salutato da Apple come il più veloce browser del mondo, finalmente potremo usarlo sui nostri pc. Equipaggiato col motore di rendering KHTML che costituisce il cuore di altri popolari browser come Konqueror, è stato portato nel mondo pc aggiungendo anche Apple ai pretendenti alla palma per la navigazione internet più efficente.
Dal punto di vista di uno sviluppatore web non posso che accogliere positivamente l’ennesimo strumento per testare siti e applicazioni web senza dover accendere l’iMac nell’ufficio accanto.
C’è da aggiungere che il prodotto si trova alla fase di beta testing ma è comunque disponibile per il download.
L’indirizzo per scaricarlo gratuitamente dal sito apple è il seguente:

http://www.apple.com/safari/download/

Anche LG riconosce a Microsoft i brevetti su Linux

Anche LG riconosce a Microsoft i brevetti su Linux

Dietro all’elegante termine di “Accordo di Cross-Licensing” si celano le incredibili manovre che Big M va conducendo, avvocati in prima linea, con svariate realtà dell’elettronica e del software nell’ambito della sua aleatoria paternità delle tecnologie alla base del sistema operativo Linux.
L’ultimo colpo è stato fatto con LG Electronics, produttore di apparecchi elettronici Linux-embedded. LGE potrà utilizzare, dietro pagamenti dei relativi diritti, i presunti brevetti del gigante di Redmond nei propri dispositivi senza incorrere in cause legali.
A quanto pare LG Electroncs riconosce dunque la proprietà dei brevetti sul kernel di Linux a Microsoft e quindi accetta di pagare senza sollevare questioni.
C’è da dire che in cambio Microsoft acquisterà a sua volta da LG le license d’uso per tecnologie “relative ai sistemi operativi e ai computer”, mossa che fa pensare a uno stornare della transazione precedente per rimettere in pari il credito tra le due aziende.
Per tanto all’osservatore che sulle prime potesse sembrare più un patto di non belligeranza da parte di Microsoft ora risulta molto probabile che sia una mossa per manifestare la paternità dei diritti su Linux da parte di Big M con il benestare di società che oltre a LG comprendono Xandros (una distribuzione Linux), MicroConnect Group, Fuji Xerox, NEC, Nortel Networks, Samnsung, Seiko Epson e Novell. Con l’appoggio di queste realtà Big M piazza delle importanti bandierine nel Risiko della sua guerra contro il mondo open-source.

Osalt.com, l’alternativa aperta.

Osalt.com, l’alternativa aperta.

Oggi un amico mi ha consigliato questo utilissimo sito. In pratica per ogni celebre software commerciale viene indicata la corrispondente alternativa open source. I pacchetti segnalati sono comodamente divisi per categoria, c’è una utile funzione di ricerca e per chi ha un lettore/aggregatore RSS c’è anche un bel feed con le news.

http://www.osalt.com/