Con Method scrivi la tua colonna sonora personale!

Con Method scrivi la tua colonna sonora personale!

Pete Townshend, eclettico chitarrista e songwriter della storica band “The Who”, è sempre stato un motore creativo per l’evoluzione della musica rock. La sua ultima bizzarra iniziativa ha tuttavia dell’incredibile, sfociando addirittura nella tecnologia più spinta. E’ promotore infatti della realizzazione di un software, chiamato Method, capace di delineare il “ritratto musicale” di una persona creando un tema musicale personalizzato basandosi sula registrazione della voce, sull’immagine digitale del viso e sul battito ritmato delle mani. Le informazioni su quali strani algoritmi utilizzi questo software sono ancora limitate. Quello che si sa per il momento è che il ritmo e i suoni selezionati e creati dall’utente non vengono utilizzati direttamente per creare la musica ma solo sotto forma di parametri matematici al fine di creare il pattern musicale più idoneo.

Il sito web del progetto contiene informazioni addizionali su come funziona Method, oltre al listino prezzo per avere finalmente una “colonna sonora personale”.

L’articolo originale sul sito arstechnica.com

Google Analytics rinnova la sua interfaccia

Google Analytics rinnova la sua interfaccia

Da quando Google inc. rilevò il popolare sistema di statistiche della Urchin nel 2005 ribattezzandolo Google Analytics, il servizio diventò estremamente popolare tra gli esperti di webmarketing. Anche se da allora Google Analytics ha subito poche migliorie tecniche il suo successo è scaturito principalmente dal fatto che, nonostante la qualità impeccabile del servizio, è totalmente gratuito.
Del resto, nessuno si lamenta per qualche sporadica manchevolezza quando non è obbligato a pagare un centesimo per il dettagliatissimo sistema di reporting di Google Analytics.

Constatando l’espansione dell’utenza del servizio Analytics, Google inc. ha annunciato durante l’EMetrics Summit di San Francisco di aver migliorato diverse caratteristiche del servizio aggiungendo un nuovo design dell’interfaccia, report personalizzati, email reporting e un “plain language labeling” . Tutto questo restando comunque un servizio gratuito al 100%.

“La nuova versione di Google Analytics è progettata per aiutare le persone giuste ad ottenere i dati giusti per operare scelte giuste” enfatizza con un gioco di parole Brett Crosby della divisione Analytics.

Per conoscere i dettagli della nuova release del servizio potete consultare l’esauriente articolo sul sito www.marketingpilgrim.com

Ricerca/ Intesa tra governo e Microsoft per investimenti in Italia da un mliardo di dollari

Ricerca/ Intesa tra governo e Microsoft per investimenti in Italia da un mliardo di dollari

Microsoft ha firmato un protocollo d’intesa con il governo per una collaborazione nelle attività di formazione, trasferimento tecnologico e progetti di ricerca in tre “Centri per l’Innovazione” che saranno realizzati in Piemonte, Campania e Toscana. La società di Bill Gates investirà un miliardo di dollari nel progetto mentre “il governo metterà degli altri soldi”, ha precisato il ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi, che insieme al ministro della Pubblica amministrazione, Luigi Nicolais, e all’amministratore delegato di Microsoft Italia, Marco Comastri, ha sottoscritto l’intesa.

“L’Italia ha perso colpi negli ultimi anni ma ha grandissime potenzialità – ha sottolineato Mussi– e questo modello avanzato di collaborazione tra poteri pubblici e grandi aziende è volto ad aumentare il livello di specializzazione delle attività di ricerca del nostro sistema”.

Per Nicolais, che ha firmato il protocollo come responsabile dell’innovazione tecnologica, “si tratta di un ulteriore passo in avanti nella collaborazione tra multinazionali e università, per attrarre investimenti sul territorio. Grazie a questo accordo – ha evidenziato – si aprono grandi opportunità per la miriade di aziende medio-piccole, come ad esempio nella subfornitura”. Il primo accordo, con la Regione Piemonte, prenderà il via mercoledì prossimo.

Microsoft intende lavorare per aiutare il Paese a chiudere questo ritardo di tecnologia – ha affermato Comastri – attraverso due filoni: quello delle partnership e attraverso progetti concreti che portano innovazione sul territorio”.

(Libero.it)

Dai videogames lo split-screen approda sui nostri desktop

Dai videogames lo split-screen approda sui nostri desktop

Una nuova tecnologia direttamente dal centro ricerche Microsoft di Bangalore (India) promette di risolvere i problemi di scarsità di pc nei nostri uffici.
Gli sviluppatori indiani hanno realizzato un software (ancora non è chiaro se si tratti di una forma di virtualizzazione delle macchine) capace di dividere lo schermo del nostro pc in due metà, ognuna delle quali col suo sistema operativo, desktop, applicazioni, mouse e tastiera.

Questa nuova tecnologia aiuterà le piccole organizzazioni e le scuole nei paesi in via di sviluppo a ridurre i costi per i computer oltre alle famiglie composte da più persone con frequenti necessità di lavorare al pc.

“Al livello più basilare, stiamo permettendo a due utenti di lavorare in modo completamente indipendente sulla stessa macchina, condividendo il processore e il monitor” afferma Udai Singh Pawar, assistente alla ricerca e project leader di Microsoft Research India.

L’innovazione proposta potrebbe salvare oltretutto tempo altrimenti perso nell’attesa che una postazione di lavoro si liberi. Questo gli studenti delle università lo apprezzeranno moltissimo.

Il prototipo funzionante utilizza uno schermo standard da 19 pollici ma può essere utilizzato anche su schermi da 15″ o 17″ che sono più comuni nell’ambiente small business, specialmente in India, afferma sempre Pawar. La soluzione è totalmente basata su software e non richiede assolutamente che la compagnia interessata alla soluzione aggiorni il proprio parco macchine. Sarà unicamente necessario aggiornare il software di sistema e aggiungere un mouse e una tastiera aggiuntivi alla macchina da condividere.

Il software abilita due sessioni di Windows che condividono il medesimo processore. Inoltre divide lo schermo in due metà uguali, una a destra e una a sinistra, ognuna delle quali mostra un sistema operativo indipendente. Tuttavia, se necessario, un utente può “sconfinare” col cursore del mouse nell’altra metà e collaborare al lavoro dell’utente dell’altra metà.

Aero Glass, la mangiabatterie

Aero Glass, la mangiabatterie

Nonostante Windows Vista abbia una gestione delle batterie dei notebook molto migliorata rispetto al passato sembra che non sia tutto oro quel che luccica. Molti acquirenti di notebook equipaggiati col sistema operativo Microsoft sono rimasti scontenti dalla resa delle batterie dei loro apparecchi.
La pietra dello scandalo sembra essere l’interfaccia Aero Glass, fiore all’occhiello del sistema che rende Vista molto gradevole da guardare offrendo effetti come finestre trasparenti, transizioni animate muovendosi da una finestra all’altra e altro ancora.

Quando Aero Glass è disattivata la resa della batteria è uguale se non migliore a quella che offrirebbe lavorando con Windows XP. Tuttavia attivando la succitata modalità Aero Glass la vita della batteria decade in modo drammatico.

Microsoft ha avuto un occhio di riguardo nella gestione delle batterie nella progettazione di Vista in modo da da migliorare diversi aspetti della durata delle batterie, offrendo nuove modalità di congelare la sessione di lavoro e rendendo più facili da gestire i parametri di riduzione dei consumi. Tuttavia quando un acquirente decide di spendere qualche euro in più per acquistare un portatile che anzichè Vista Basic utilizza Vista Ultimate per “godere” degli abbellimenti grafici di quest’ultimo si vede costretto a disattivare le caratteristiche grafiche avanzate lavorando come se utilizzasse Vista Basic per non trovarsi sorprendentemente a secco di batteria a metà del lavoro.

Diversi produttori di notebook hanno intrapreso la strada di non abbracciare la gestione della batteria incorporata in Vista ma di fornire soluzioni proprietarie. E’ il caso di HP che offre un sistema di “power management” appositamente creato per Windows Vista che permette di impostare modalità di consumo diverse dal “power saver” all'”high performance” per bilanciare meglio prestazioni e consumi di energia.
Anche Lenovo ha seguito la medesima strada utilizzando tecnologie proprie sviluppate in parecchi anni di esperienza nel mondo del mobile computing.

Le prime avvisaglie che vista fosse ingordo di batterie ci furono durante il beta testing lo scorso anno. In quel periodo Microsoft promise che queste pecche sarebbero state risolte prima del lancio ufficiale del sistema operativo. Ovviamente qualcuno fa notare che un peggioramento della vita delle batterie passando da un sistema operativo più “snello” ad uno più “evoluto” è del tutto naturale. Se si provasse ad installare Windows 98 su un notebook di oggi probabilmente si stabilirebbe qualche importante record nella durata della sessione i lavoro di un notebook tuttavia questo fatto non è molto confortante.

I particolari della storia su zdnet.com

Google incentiva l’indicizzazione degli archivi statali

Google incentiva l’indicizzazione degli archivi statali

Su cnn.com l’interessante articolo su una nuova iniziativa di Google inc.
Il celeberrimo search engine sta spingendo molte amministrazioni statali del nuovo continente (inizialmente l’Arizona, la California, lo Utah e la Virginia) a rendere liberamente accessibili tramite motori di ricerca (quindi non solo Google) tutti i propri archivi di pubblico accesso.
La manovra è vista di buon occhio da organizzazioni come OpenTheGovernment.org, tuttavia l’Electronic Privacy Information Center ha espresso alcune perplessità sull’iniziativa di Big G di concedere l’accesso ad archivi pubblici da parte di motori di ricerca commerciali.

L’articolo originale sul sito CNN