ITALIA.IT …Il progetto da 50.000.000 di euro

ITALIA.IT …Il progetto da 50.000.000 di euro

Finalmente online, dopo due anni di attesa, il nuovo progetto del portale Italia.it , dal costo di circa 50 milioni euro!.

Il progetto per promuovere la nostra “patria” in tutto il mondo, per diffondere le bellezze del nostro territorio, le sue tradizioni, non ha riscosso giudizi positivi dal popolo dei professionisti del settore e non solo.
In effetti considerando la somma spesa, ci si aspettava chissà quale politiche di web marketing, SEO, Buzz, Viral o strategia innovativa per non parlare poi della struttura stessa del sito.
Invece nella realtà nessun investimento in queste politiche (almeno per ora…).
Navigando il sito si notano caratteristiche che possono rendere difficile tecnicamente sia il suo posizionamento strategico ( parliamo delle sezioni in flash) sia l’usabilità. Piccoli errori di codice, validazioni W3c fallite, Url dalle dimensioni astronomiche ( per la gioia degli spider), per non parlare poi dell’accessibilità.
Il portale è stato presentato come “il fiore all’occhiello del nostro paese”. Sulla base di ciò e del fatto che il portale dichiara che siamo “il paese di qualità” questo progetto doveva essere praticamente perfetto o almeno utilizzare tecnologie e strumenti all’avanguardia.
A voi il giudizio.

“My name is Potato”…Virale dalla nascita

“My name is Potato”…Virale dalla nascita

La nuova strategia di Mccain Italia, filiale della multinazionale canadese di patatine surgelate, ovvero la prima volta di Mccain nella comunicazione integrata.
In principio erano le patatine surgelate. Ora sono i McCain Bros: Kid, Stick, Doc e Gattò, personaggi animati, protagonisti di una rivoluzionaria campagna nata dalla collaborazione tra la filiale italiana della multinazionale canadese McCain Food e l’agenzia Armando Testa.
Innovativa per gli strumenti utilizzati, ma soprattutto indicativa di una comunicazione che
cambia, che contagia anche i prodotti mass-market e che si affida a strumenti interattivi, mettendo in discussione l’onnipotenza dell’advertising pubblicitario come unico canale efficace.

Oggi, in uno scenario che vede una forte pressione sui risultati, una concorrenza spietata, e un bombardamento continuo di messaggi verso il consumatore, l’approccio alla
comunicazione deve cambiare, in tutti i sensi. Un solo flight televisivo non può più essere la risposta a un mondo in continua evoluzione, nè a un consumatore che avvicina sempre di più la comunicazione a una forma d’arte o perlomeno di intrattenimento”.

Ecco, allora, la genesi di una scelta che segna uno spartiacque nella strategia di marketing di McCain Italia. Siamo ai primi di ottobre e viene lanciata la campagna integrata McCain Bros: multicanale, per un obiettivo multitarget.
Si parte da un’idea facilmente declinabile, riproducibile e trasmissibile: le patate, ciascuna con il proprio formato, prendono vita, acquisiscono un profilo animato e una personalità specifica. Si crea, in questo modo, la famiglia McCain Bros, composta da quattro personaggi che, a loro volta, formano una band, simpaticamente chiamata ‘cRock Band’. Il loro
pezzo forte? ‘My name is potato’, che, al contrario di quanto si possa pensare, non è un brano inventato ad hoc ma un vecchio pezzo preso a prestito dai creativi dell’Armando Testa. Basta, infatti, una semplice ricerca su internet per scoprire che il singolo è stato scritto da Susy Bellucci (www.susybellucci.com) nel 1978 e interpretato da Rita Pavone, che lo scelse colme sigla della trasmissione televisiva ‘Rita ed io’.

www.mccainbros.it

(fonte: e20 dicembre gennaio)

La licenza Creative Commons raggiunge la terza release

La licenza Creative Commons raggiunge la terza release

Lo scorso 23 febbraio, Creative Commons ha annunciato l’emissione della terza versione della propria licenza, grazie alla quale è possibile mantenere i propri diritti d’autore su un lavoro e allo stesso tempo concedere lo stesso per la copia e la distribuzione. Per chi è nuovo su questo terreno è utile consultare la lista di criteri in base ai quali decidere l’idoneità di questa licenza alle proprie opere.

YouTube sulla via del copyright

YouTube sulla via del copyright
Come riportato dalla rivista Computerworld, Google è in procinto di avviare una azione di contrasto nei confronti della divulgazione di media protetti da copyright sul suo videoportale YouTube, e presto metterà in gioco delle concrete “Tecnologie Antipirateria” per evitare che video protetti da diritti vengano condivisi illegalmente. Tuttavia YouTube ha inoltre dichiarato che il procedimento di identificazione del materiale protetto non sarà automatizzato e richiederà la collaborazione di compagnie partner operanti nel settore dei new media.

SETI@home meglio di un antifurto satellitare!?

SETI@home meglio di un antifurto satellitare!?

Come molti di voi sapranno, SETI@home è un software di elaborazione distribuita della UC Berkley, installabile liberamente nel pc di casa, che usando la potenza di calcolo combinata di tutte le macchine su cui gira esegue complesse elaborazioni finalizzate alla ricerca di intelligenza extraterrestre nell’universo. Malgrado tutti i MIPS presi a prestito dai generosi donatori nulla degno di nota è mai stato trovato. Fino ad oggi!
James Melin, programmatore per una struttura governativa del Minnesota e orgoglioso “volontario SETI@home” è stato capace di risalire alla locazione del computer portatile rubato alla moglile tramite il report degli indirizzi IP dei computer iscritti al progetto.
Una volta recuperato il notebook la donna ha dichiarato “Ho sempre pensato che un geek (uno smanettone per intenderci) sarebbe stato un ottimo marito!”.

Lo spot censurato della Dove diventa Viral!!

Lo spot censurato della Dove diventa Viral!!
La televisione lo censura ma sul web, dove l’informazione è ancora più o meno libera, la campagna Dove Pro-Age sopravvive ed il (contagio) buzz si diffonde.

Dove si differenzia rispetto ai concorenti promuovendo la lotta agli stereotipi, l’esaltare, fino a stressarci, l’idea che bello è magro, è giovane, è alto, è sodo e senza cellulite nè rughe, viene scardinata dallo stile di Dove che sulla scia della Campagna per la bellezza reale torna con una campagna ed una linea di prodotti dedicata alle donne adulte.

Dove celebra le cinquantenni comunicando positivamente e serenamente l’invecchiamento.

Il video “contagia” il web e arriva dove la televisione non ha osato!

www.doveproage.com

Web 2.0: rivoluzione o normale evoluzione?

Web 2.0: rivoluzione o normale evoluzione?

Il web 2.0 è un termine utilizzato ormai in modo totalitario per indicare da molti un nuova era, una vera rivoluzione, anche se molti uomini di Marketing all’alba del web 3.0 ancora non hanno un idea chiara di cosa sia.
Questo come dimostra una recente studio secondo il quale il 79% dei Marketer non ha la più pallida idea di cosa significhi web 2.0.
Forse dobbiamo porre un diversificazione tra Marketer e internauti: i primi sono abituati a imporre cambiamenti, a influenzare i molti in uno schema a piramide (che questa nuova logica ribalta) e i secondi sono coloro che subisco questo processo all’inverso, coloro che diventano nuovi elementi attivi.

Riflettendo su e considerando la preistoria di internet, il motivo per cui è nato si può affermare che il Web 2.0 è semplicemente web 0.1, è internet per ciò che fu pensato alle origini. L’unica differenza in questa nuova “evoluzione” è che oggi le piattaforme, gli strumenti , le tecnologie software permettono di rendere fruibile e utilizzabile a molti ciò che prima era appannaggio di pochi (…economicamente facoltosi).
Direi che il termine, e l’utilizzo che ne viene fatto (circa mezzo milione di siti utilizzano la dicitura web2.0), sa troppo di rottura, di rivoluzione. Non c’è rivoluzione, questo è il web che cresce, che segue il suo processo continuo di naturale evoluzione, perchè Internet nasce con il fine di condividere e lasciar fluire a livello mondiale informazioni, processi, immagini, conoscenza, opinioni.

Forse sarebbe il caso di continuare a chiamarlo semplicemente Web….

La Coca Cola cambia look!!

La Coca Cola cambia look!!


Dopo quasi 30 anni la casa di produzione ha deciso di cambiare stile e studiare una linea più “magra”. E a produrle per l’Italia sarà lo stabilimento abruzzese di Corfino.
Si partirà con il lancio di una decina di milioni di pezzi, che arriveranno sul mercato insieme alla lattina tradizionale per poi sostituirla definitivamente. Qualche mese per vederle insieme, confrontarle e vedere per l’ultima volta la cara vecchia lattina, più corta e più pienotta.
La presentazione della “Sleek Can” si terra’ a Rimini in occasione di “Pianeta Birra”, la piu’ importante fiera italiana dedicata al consumo fuori casa.

Wikipedia is almost dead.. long life Citizendium!

Wikipedia is almost dead.. long life Citizendium!

Sembravano voci di corridoio senza alcun peso ma ormai pare ovvio che il celebre progetto di cultura collaborativa condivisa conosciuto come Wikipedia stia attraversando il periodo più buio della sua storia.
C’è chi afferma che il problema sia intrinseco nella struttura “Wiki” della celebre enciclopedia online, tuttavia resta il fatto che su quasi 1.700.000 articoli il sistema di votazione articoli ha rivelato che meno dell 1% di questi sia scritto con criterio, cioè listato dal sistema come un “good article”. Molti dei restanti sono invece considerati ancora come bozze (stub) o in fase di revisione di contenuto.
Nel frattempo molti collaboratori di Wikipedia pare si stiano allontanando dal progetto per abbracciare un nuovo esperimento di cultura collaborativa chiamato Citizendium (sit-ih-ZEN-dee-um), basato sul medesimo software, MediaWiki, ma caratterizzato rispetto al suo concorrente/predecessore da una forma di “etichetta” che impone i contributori a usare i loro veri nomi e ad usare maggior responsabilità nella stesura degli articoli. Citizendium non avrà la volontà di definirsi un “portale enciclopedico” fin quando questi imperativi fondamentali non verranno totalmente soddisfatti.
Con tali buoni propositi forse inizieremo davvero a parlare di Wiki 2.0, chi lo sa..

Setup Hole in Vista®

Setup Hole in Vista®

L’hacker Joanna Rutkowska ha segnalato un “very severe hole” (cioè un buco di sicurezza grave) nella componente User Account Control di Windows® Vista®. In pratica ha rilevato che Vista automaticamente assume che tutti i programmi di setup vengono fatti girare dal sistema con privilegi da superutente. La cosa ancor più grave è che non è possibile impostare il sistema in modo che effettui le installazioni di software con privilegi più bassi. Questo significa che qualunque programma di setup, anche fosse quello di un innocente clone di tetris, è autorizzato ad installare componenti come kernel driver sulla macchina, con tutto ciò che questo comporta per la sicurezza del sistema.
Microsoft ha annunciato Vista come il sistema operativo che fa della sicurezza uno dei suoi capisaldi fondamentali, e chi si trova ad usarlo in questi giorni sa quanto è noioso rispondere affermativamente a tutte le conferme che il sistema chiede anche per avviare un semplice programma di utilizzo comune. Con questo ordine di idee vedersi assegnare diritti amministrativi a qualunque installazione potenzialmente maliziosa è assolutamente frustrante. Mark Russinovich della Microsoft afferma che questa che viene evidenziata come una falla di sicurezza è in realtà una precisa scelta dei progettisti tesa a “bilanciare la sicurezza del sistema con la facilità d’uso”.